Il lusso di sbagliare (e di cancellare) – Descript spiegato in due minuti

Ci siamo passati tutti. Hai registrato. Un podcast, un’intervista, una lezione. Hai parlato per un’ora. E ora sei lì, davanti a quella traccia audio che sembra l’elettrocardiogramma di un maratoneta spaventato. È piena di mostri.

Ci sono gli “ehm”, i “cioè”, i respiri affannati, i corrieri che suonano, i silenzi lunghi come un pomeriggio di novembre.

E tu devi tagliare. Iniziare a usare quel rasoio digitale sull’onda sonora è come tentare di potare una rosa con la motosega: un disastro che richiede ore, pazienza e una laurea in ingegneria del suono che non hai. Finisci per odiare la tua stessa voce. Poi, qualcuno ti dice: “Usa Descript”. E tu pensi sia l’ennesima diavoleria americana. Invece è una piccola magia laica.

Descript non edita l’audio. Edita le parole. È un patto col diavolo (tecnologico) talmente semplice da essere geniale. Funziona così:

 

1. La Confessione (Trascrizione)

 

Butti il tuo file audio o video dentro Descript. Lui ascolta. Ascolta tutto, pazientemente, senza giudicare i tuoi “allora”. Dopo pochi minuti, ti sbatte in faccia la verità: la trascrizione completa di tutto quello che hai detto. Il verbale della tua anima.

 

2. La Gomma Magica (Editing)

 

Qui avviene il miracolo. Leggi il testo.Vedi quella frase inutile che hai detto? Quella dove ti sei impappinato? La selezioni col mouse. Premi ‘Canc’. E PUF.

La frase non sparisce solo dal testo. Sparisce dall’audio. Sparisce dal video. Hai eliminato un “ehm” dal testo? L’ “ehm” è morto anche nella traccia sonora. Non stai più montando un video. Stai correggendo una bozza di Word.

 

3. Il Filtro Miracolo (Pulizia)

 

“Ma l’audio è pessimo, l’ho registrato in bagno”.

Calma. In Descript c’è un pulsantino che si chiama “Studio Sound”. Tu ci clicchi. Lui pensa. E all’improvviso, la tua voce da citofono suona come se fossi alla BBC. Non solo. Puoi dirgli: “Trova tutte le ‘ehm’ e le ‘cioè’ e cancellale”. E lui, da bravo segretario, esegue. Il punto non è la tecnologia. Il punto è quello che ci fa.

Descript non ti trasforma in un regista. Ti restituisce il lusso di essere umano. Ti dà il permesso di sbagliare, di balbettare, di pensare ad alta voce mentre registri, sapendo che dopo, quella fatica, quel rumore di fondo, quella sfilza di “praticamente”, si potranno cancellare con la stessa facilità con cui si cancella un errore di battitura.

Ti toglie la paura di premere “Rec”. E di questi tempi, è quasi tutto.

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